
"Napoli Gentile: dal nuovo pino di Posillipo ai giardini storici e ai parchi cittadini"
La Napoli di
oggi nel bene e nel male, non è più quella del passato, anche se a rappresentarla
sono spesso i segni del mito antico: la canzone napoletana continua a rappresentare
Napoli al di là della cultura che l'ha generata, lo stesso vale per il miracolo
di San Gennaro, la Smorfia, il Vesuvio con un pennacchio che non c'è più.
La stessa immagine del golfo di Napoli con il pino di Posillipo è rimasta,
nella sua oleografia, la tipica "cartolina" di Napoli anche dopo l'abbattimento
dell'albero.
Poi l'albero è stato ripiantato e ogni anno, gli ambientalisti di Legambiente/Neapolis
2000 che l'hanno messo a dimora, celebrano questa ricorrenza, in attesa che
si ricomponga quell'immagine, rimasta comunque intatta come segno di un mito
antico.
Ma quel pino, oggi assume un altro valore simbolico che va oltre il mito della
"cartolina" e della rappresentazione oleografica della città, rappresenta
la volontà di resistere alla distruzione dell'ambiente e di più rappresenta
il recupero di vaste aree della città destinate al verde, a parchi, a giardini
e giardini storici, al centro come in periferia.
Il segno del mito, il Pino di Posillipo, rimesso a dimora, ricompone così
non più un'immagine oleografica, non più la tipica vecchia "cartolina" di
Napoli, ma diventa simbolo e chiave di lettura di una nuova identità della
città: Napoli, città gentile, dove il mito antico può essere coniugato con
la definizione di una identità "attuale" e moderna della città e probabilmente
alimentare un nuovo "immaginario".